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Un luogo plasmato dal tempo

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the house when we started remodeling

Quattro Mura nel Chianti

«Complimenti!» disse. Io, spiazzato: «Cosa?» Eravamo all’aperto, mentre gli ultimi resti di luce si spegnevano in una sera di novembre fredda e umida, di quelle che ti entrano nelle ossa. Il classico clima toscano dopo la raccolta delle olive. Non c’era nulla di romantico in quel momento. Il nostro costruttore aveva appena finito il sopralluogo e, alle nostre spalle, c’era un mucchio di macerie: quello che un tempo erano stati tetto, pavimenti e intonaci. Mentre mi giravo, Marta disse — a metà tra sarcasmo e paura, con dentro anche un po’ di “ma come ho fatto a farmi convincere da te?”: «Hai comprato quattro mura nel Chianti.» Avvolte dalle impalcature, davanti a noi c’erano proprio quelle quattro mura. Eravamo a sei mesi dall’inizio del progetto e ricordo di essermi chiesto se fosse un sogno o un incubo.

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terroir letterario

Sant’Andrea in Percussina sorge su una delle prime colline del Chianti e veglia silenziosa su Firenze. Come molti piccoli borghi, custodisce storie scritte e storie vissute: alcune fissate nei libri, altre tramandate di generazione in generazione. La storia di La Pia affonda le radici nei secoli e attraversa pagine illustri: dalla Divina Commedia di Dante, a Il Principe di Machiavelli — scritto in via Faltignano durante il suo esilio da Firenze — fino all’Inventario della casa di campagna di Piero Calamandrei. Cresciuti in continenti diversi, hanno imparato a riconoscere che le loro riunioni di famiglia avevano lo stesso sapore, anche se raccontate in lingue diverse. Piatti cucinati in casa, condivisi attorno a un tavolo con il vino che scorre e le risate che lo riempiono. Ogni luogo destinato a durare nasce da un’idea e prende forma lentamente, nel tempo. La Pia è nata da quei ricordi e da un sogno condiviso, quasi in silenzio. Per quasi cinque anni, Joe e Marta passavano davanti a La Pia la domenica mattina, diretti a comprare una schiacciata appena sfornata in un panificio del posto. Col tempo, iniziarono a chiedersi cosa si nascondesse dietro quei cancelli e quali storie potesse raccontare quella casa di pietra. Quella che un tempo era una fattoria abbandonata è tornata piano piano alla vita. Dopo anni vissuti tra Parigi, Zurigo e Firenze, sono tornati a La Pia, dove oggi la tavola aspetta nuove amicizie da far nascere.

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il bosco de' La Pia

Nato come un luogo di fuga, pensato per allontanarsi dalle preoccupazioni del mondo. Modellato dalle mani dell’uomo e poi lasciato al tempo e alle intemperie. Col passare degli anni, i sentieri si sono fatti più morbidi, le radure si sono richiuse e il bosco si è lentamente ricomposto. Per molto tempo è rimasto in silenzio, più ricordato che curato. Poi, con un’attenzione rispettosa alla sua storia, è tornato a essere accudito. Oggi è ancora un rifugio: un posto dove mettere distanza dal rumore dell’altrove e ritrovare un ritmo diverso.

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Persone Pia

La Pia è curata da un piccolo gruppo di persone che conoscono profondamente il territorio e vivono seguendo il ritmo delle stagioni. Alcuni sono cresciuti su queste colline, altri sono arrivati più tardi e hanno scelto di fermarsi. Insieme osservano, si prendono cura di La Pia e la preparano per essere condivisa, muovendosi con rispetto e attenzione verso chi è venuto prima di loro. Il loro è un lavoro pensato per restare discreto, per permettere al luogo di rimanere fedele a se stesso.

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