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Assaggia, BEVI E RIDI

I momenti a La Pia prendono forma lentamente, guidati dalle stagioni e dalle persone riunite a tavola.

Ognuno ha il suo carattere, mai frettoloso o precipitoso.

baccelli e pecorino

poche parole

il cuore di una tavola toscana

Una tavola apparecchiata in modo semplice, offerta come un invito. Nella cucina toscana, l'olio d'oliva deve stare nel cuore della cucina, non sul bordo del piatto. Le mani scaldano un olio d'oliva monovarietale in un calice da degustazione, lo sollevano, lo inspirano e lo assaporano come un vivido tesoro toscano. Viene poi servita la pappa al pomodoro, dove un secondo olio d'oliva monovarietale trasforma ingredienti semplici in qualcosa di inconfondibilmente toscano. Un bicchiere di vino viene versato accanto al cibo, lasciando che vino, cibo e tavola parlino con la stessa voce. Il ritmo è lento, l'ambiente informale e la sensazione familiare: come essere accolti a casa di un amico senza fretta.

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ricorditi di noi

Il ritmo della tavola

Mentre vi accomodate, la conversazione si dipana – dalle prime presentazioni alla collina oltre il tavolo – e la sensazione di casa segue spontaneamente. I piatti tradizionali toscani prendono forma con le stagioni; il modo in cui vengono preparati dipende dal tempo. Appaiono due zuppe di stagione, ciascuna con il proprio olio d'oliva, che aggiungono profondità a ingredienti che fanno parte della cucina toscana da generazioni. Un olio d'oliva monovarietale viene lavorato delicatamente in ogni zuppa, permettendo all'olio e al piatto di plasmarsi a vicenda in modo naturale. Un bicchiere di vino vi riporta a tavola. Viene versato Fanciulla, un Sangiovese rosato, leggero, aperto e rinfrescante. Segue La Brama de' La Pia, più profonda e radicata, con la stessa chiarezza e maggiore presenza. Il tempo scorre, le storie scorrono e vi ritrovate a tavola, senza fretta di andarvene.

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I SAPORI DI TOSCANA

In Toscana, attraverso i sapori

La conversazione si approfondisce e un viaggio si dipana naturalmente, dove il tempo si misura in sorsi e pause. L'orto, il vigneto e la cucina parlano attraverso abitudini quotidiane che sono diventate tradizioni di famiglia; ciò che viene coltivato, cucinato e pazientemente invecchiato mantiene il suo posto, come un bicchiere lasciato mezzo pieno, in attesa. Ciò che inizia nell'orto si muove dolcemente attraverso la cucina e si deposita in tavola. Da un singolo uliveto provengono molte voci: centinaia di alberi, diverse varietà, ognuna con una personalità distinta. Tre zuppe tradizionali toscane sono ciascuna plasmata da un olio d'oliva diverso, consentendo di riconoscere le sfumature del frutto tanto quanto di assaporarle. Ogni olio esalta il piatto, dove ingredienti semplici lasciano il posto a un sapore preciso. Nello, l'aceto balsamico di La Pia, appare come un nuovo compagno. Plasmato dal tempo piuttosto che dalla vendemmia, la sua profondità mantiene in equilibrio dolcezza e acidità. Completato con una sola traccia, un piatto stagionale che cambia diventa indimenticabile: bastano poche gocce precise. I vini riecheggiano ciò che si sta degustando. Dallo stesso piccolo vigneto nascono espressioni molto diverse: leggere e giovani, poi più radicate, poi invecchiate. Fanciulla si apre con freschezza e facilità. Segue La Brama de' La Pia, con la stessa chiarezza e maggiore corpo. Quinto Canto completa il percorso, un uvaggio di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, maturato nel legno, maturato nel tempo. Ognuno parla da solo, ma trova il suo significato nella conversazione. La conversazione continua. Nulla è affrettato. Il tempo scorre e le storie scorrono, rimanendo con te a lungo dopo l'ultimo bicchiere.

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OLTRE I FILARI

Una serata guidata dalla tradizione e da mani sapienti”

La sera inizia tra le vigne mentre il sole tramonta sul vigneto. Il Fanciulla Rosato viene servito fresco e leggero, accompagnato da piccole degustazioni di prodotti aziendali. I filari tracciano il pendio della collina con linee misurate, l'aria trasporta il dolce profumo della terra riscaldata dal sole del giorno. Dall'altra parte della valle, la vista si apre sulla Cupola del Brunelleschi, incorniciata dai pendii. Una presenza che ha catturato l'attenzione per secoli, ora silenziosamente cattura anche la vostra. Un debole crepitio di legna. Braci che riscaldano l'aria. In cima al vigneto, accanto a una fila di ulivi, un tavolo attende: semplice, composto, senza fretta. La sera si raduna lì, mentre mani esperte prendono posto. Viene versato l'olio extravergine di oliva. I suoi aromi si aprono per primi, freschi e verdi, seguiti dai loro sapori. Marta lascia che ciò che è pronto in giardino arrivi in tavola – un preludio silenzioso – i bicchieri ora riempiti di Sangiovese La Brama de’ La Pia, mentre il fuoco vivo è al centro della scena. A curare le fiamme per tutta la serata c'è Alessandro Tozzetti della Macelleria Tozzetti, la cui arte si tramanda di generazione in generazione. Arriva una grigliata mista di carni toscane, ogni taglio selezionato a mano, che porta con sé il calore del fuoco – bicchieri di Quinto Canto a portata di mano mentre i vassoi vengono apparecchiati. Si alzano di nuovo i bicchieri – Cabernet Sauvignon Terza Anima – per la bistecca alla fiorentina, tagliata alta, condita semplicemente con sale marino, pepe fresco e olio extravergine di oliva. Il fuoco fa il resto. Marta torna con qualcosa di dolce, abbinato al passito, per un finale all'insegna della dolcezza. Il vigneto torna silenzioso. La notte resta.

Restate insieme a noi

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